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IL SISTEMA CARSICO DELLA TOMBA DEI POLACCHI (ROTA IMAGNA ,BG)

 

La Tomba dei Polacchi (o Tomba del Polacco) è una delle grotte da maggior tempo conosciute e frequentate della Lombardia.

Il sistema è contenuto in un pianoro prativo presso la località Cà Guarinone di Rota Imagna, situato a circa 600 metri di quota e caratterizzato da tipiche forme carsiche superficiali quali doline e una vallecola cieca. Queste grotte sono state percorse sin da tempi preistorici: nelle  gallerie principali sono stati ritrovati reperti archeologici (tra cui uno splendido rasoio) legati ad una frequentazione, presumibilmente rituale, del periodo protovillanoviano. Molto più recentemente, negli ultimi anni del 1800, l'Abate Antonio Stoppani visitò la zona descrivendone nel "Bel Paese" il fenomeno carsico superficiale, ponendolo correttamente in relazione con la grotta e  lasciandone una descrizione suggestiva (in estrema sintesi: "…continua!").

Il nome della grotta è stato variamente interpretato: da "bulach" inteso come rospo ad assonanze con "pulech", parte della porta, a "pol-ak" dove "pol" sta per "stagno" e il suffisso "ak" richiama all'acqua. Come è spesso capitato, alla stesura delle carte ufficiali , i toponimi locali dialettali venivano storpiati in nomi di fantasia, particolarmente cupi se si trattava di grotte...

La speleologia contemporanea vede in azione il Gruppo Speleologico Bergamasco, poi Nottole che topografano ed esplorano ma si dedicano anche ad importanti studi archeologici. Negli anni '80 lo Speleo Club Orobico presenta uno studio sull'inquinamento della Tomba dei Polacchi, in particolare del ramo del Bus di Bagassì.
Nel 1991 il Gruppo Grotte I Tassi riprende le esplorazioni superando il termine a monte della Tomba dei Polacchi e provandone il collegamento nel ramo a valle con il Bocc dove vengono inoltre trovate delle gallerie nuove terminanti in un sifone. Solo nell'estate 1997 una forte siccità permette di superare il sifone nei rami nuovi del Bocc permettendo l'esplorazione di un complicato reticolo di gallerie.
Infine nell'inverno 1998/'99 viene ritrovata e ampliata una grotta evidentemente già nota ma mai messa a catasto: le viene attribuito il nome di "Grotta dell'Orso" per la presenza di importanti depositi di ossa di Ursus Speleus.

NOTA: L'INGRESSO DELLA TOMBA DEI POLACCHI E' CHIUSO DA UN CANCELLO

 

Una Grotta …

Per sistema della Tomba dei Polacchi si intende qui un gruppo di cavità comprendente: la Tomba dei Polacchi, il Bocc, il Buco della Calchera, la sorgente R6, la Lacca presso la Tomba dei Polacchi, alcune piccole cavità non catastabili sulla scarpata prospiciente il Torrente Imagna e presumibilmente la Grotta dell'Orso. La Tomba dei Polacchi e il Bocc sono collegate fisicamente tra di loro (anche se in modo impercorribile) e idrologicamente per uno sviluppo totale di circa 4000 m. Il Buco della Calchera, probabilmente un moncone isolato dal sistema, e la sorgente R6 sono collegate idrologicamente, in modo non ancora chiaro. La Lacca presso la Tomba dei Polacchi è presumibilmente collegata idrologicamente con la Tomba dei Polacchi: un collegamento fisico, vista la vicinanza tra le due, non è da escludere.

La Grotta dell'Orso, di recente ritrovata e riesplorata potrebbe costituire un antico ingresso del sistema.

L'Acqua...

L'idrologia di questo piccolo sistema è innanzitutto influenzata dalla scarsa profondità delle gallerie rispetto alla superficie: questo fa sì che in caso di pioggia una moltitudine di fessure immettono acqua nel sistema rendendolo ancora più complesso.
La caratteristica peculiare del sistema Tomba dei Polacchi - Ol Bocc è di essere costituito da due grotte idrologicamente ben distinte in regime normale, mentre in caso di piogge importanti e prolungate il sistema è unico. Il Bocc ha una circolazione idrica più complessa, e quantitativamente più importante della Tomba dei Polacchi (mai infatti ci è stato dato di vederlo completamente asciutto…).

Da notare che la grotta, in caso di piogge intense e prolungate, presenta numerosi punti sifonanti; inoltre abbiamo personalmente assistito al rapido riempimento di tratti di galleria, fenomeno che dovrebbe indurre una certa oculatezza nella scelta dei periodi di visita.

La Tomba dei Polacchi (1003 Lo Bg)

La grotta possiede due ingressi: quello principale, al fondo di una dolina, e il Bus di Bagassi, che si apre in una scarpata franosa in una valletta poco distante. L'ingresso principale è costituito da un passaggio basso che immette in una spaziosa galleria che prosegue sia a valle che a monte.

Il ramo principale prosegue a monte, costituito da una ampia galleria fossile, dal pavimento fangoso o franoso. Superati alcuni ampi accumuli di crollo si raggiunge in corrispondenza di un bivio sulla destra la diramazione per il Bus di Bagassì. Si tratta di un sinuoso meandro attivo, a volte stretto, che conduce all'esterno dopo qualche centinaio di metri.

 

La galleria principale prosegue attiva, sino ad una saletta franosa. Un passaggio in frana permette di accedere allo stretto sifone che dà inizio ai rami nuovi.
Si percorre inizialmente una piccola galleria che sbuca in una saletta di crollo. Superata una frana si prosegue in ampi ambienti in cui sono particolarmente evidenti le varie fasi di riempimento, concrezionamento e svuotamento che si sono succedute in questa grotta. I rami a valle della Tomba dei Polacchi iniziano in prossimità dell'ingresso principale con una modesta condotta che a volte è percorsa dall'acqua. In breve le dimensioni aumentano e si percorre una ampia galleria con belle anse dal fondo franoso o argilloso.
Al termine la galleria si trasforma in un cunicolo molto stretto, impercorribile; di qui è possibile parlare con chi si trova nel corrispondente cunicolo del Bocc.

 

Ol Bocc (1188 LoBg)
Il Bocc è una grotta piuttosto complicata. Il suo ingresso è una piccola caverna da cui fuoriesce un torrente; da destra proviene un ramo attivo, molto stretto.

A sinistra, superato un laminatoio bagnato,  una piccola galleria vadosa presto sbuca in un ambiente più ampio, franoso. Superato un gradino, sulla destra si apre un ramo, quello normalmente percorso. La galleria prosegue anche dritta ma diviene presto bagnata, stretta e pericolosamente franosa.
Il ramo "più agevole" è composto da una sequenza di cunicoli, in parte allagati e fangosi, che sbucano dopo qualche centinaio di metri in una galleria: a destra si prosegue in direzione del cunicolo di collegamento (impercorribile! ) con la Tomba dei Polacchi.

A sinistra un laminatoio sfocia in una galleria caratterizzata a metà da un deposito di sabbia e da un laghetto sifonante (il Sifone delle Lontre). Superato il sifone , stretto, percorriamo un meandro allagato e poi una galleria franosa sino ad una sala (Sala della Gamba); anche qui sono evidenti grandi riempimenti riescavati.
Qualche metro prima, sulla destra, si dirama il ramo del Grande Bivio, una galleria franosa, spesso di belle dimensioni, che termina a poca distanza dalle gallerie terminali della Tomba dei Polacchi.

Dalla Sala della Gamba si diramano ancora la Galleria Bella (sulla sinistra), il Ramo del Meandrino, e la galleria che porta alla Sala del Collettone:si tratta di una sala discendente, dal pavimento franoso, in cui confluiscono due arrivi d'acqua.

 

La Grotta dell'Orso.
Questa cavità lunga circa 50 metri è costituita da due ambienti separati da una strettoia che è stata disostruita. L'interesse maggiore della grotta risiede nel deposito di ossa di Ursus Speleus. La cavità è protetta da un cancello e l'ingresso è vietato.

Esistono in zona altre cavità "minori" qui non descritte; recenti lavori del Gruppo Speleologico Valle Imagna hanno apportato interessanti novità.

 

   

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