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PEGHERA: VAL BONA

E DINTORNI

L'interesse del Gruppo Grotte I Tassi per la zona di Peghera (Val Taleggio, provincia di Bergamo) risale al 1999. A partire da quell'anno numerose prospezioni hanno portato al reperimento di varie grotte, in buona parte grazie alle indicazioni degli abitanti della zona. Si tratta in generale di cavità non molto estese, di non difficile accesso e a quote piuttosto basse; spesso però riservano gradevoli sorprese estetiche...

Le prime quattro grotte descritte di seguito sono state denominate, con scarsa fantasia, Peghera 1, 2, 3 e 4, mancando per ora indicazioni che permettano di identificarle con toponimi più legati alla realtà locale; alcune di esse erano evidentemente già note ai valliggiani. Peghera1 era utilizzata come ricovero per le capre; Peghera 3 era stata già visitata e forse catastata, Peghera 2 (dallo stretto ingresso a pozzo) era nota come luogo potenzialmente pericoloso e ci è stata segnalata dalla signora Bambina, già proprietaria di una stalla in zona.
Tutte le cavità sono raggiungibili in pochi minuti di marcia dalla località Costa di Peghera, raggiungibile in auto. Sono situate sul versante W della Val Bona, affluente alla destra idrografica del Torrente Enna in cui confluisce in località Il Buco, tranne la Grotta delle Clave che è situata sul versante opposto.

Caratteristiche comuni delle cinque grotte sono:

Peghera 1

E' collocata all'estremità di un promontorio che separa la Val Bona da un piccolo affluente alla sinistra idrografica, a quota 775 . L'ingresso è costituito da un piccolo antro nel quale una arrampicata di 5 metri permette di accedere all'ingresso di uno stretto meandro.
Si sbuca quindi in un piccolo ambiente dal quale una strettoia immette in un'ampia galleria molto inclinata (breve salto verticale, scivolo, saltini: necessaria una corda da 50m). Il pavimento è composto da depositi argillosi e concrezionali in disfacimento. Sulla destra, quasi al termine, è presente un ampio ambiente concrezionato con stillicidio.
Infine un P5 conduce in una saletta riempita da terra e fango in cui affluisce un breve ramo.
La grott a è caratterizzata da strane morfologie: fori, "marmitte", riempimenti e meriterebbe forse uno studio più approfondito.

Peghera 2

L'ingresso di questa grotta (q. 771 m s.l.m.)è costituito da uno stretto cunicolo (protetto da un cancello metallico) che sbuca su un pozzo a campana di 12 metri interrotto da un terrazzo, dove la grotta biforca.
A sud un breve salto conduce ad un restringimento impercorribile; a W si scende ancora il pozzo sino ad un meandro in qualche punto stretto. In breve il meandro sfocia in una galleria vadosa inizialmente modesta, poi più ampia e di sezione circolare, presto riempita di importanti sedimenti argillosi. Sono presenti concrezioni ed uno specchio d'acqua, forse un sifone affluente.

   

Peghera 3

La più piccola delle cavità qui descritte inizia con un P5 che immette in un ampio ambiente caratterizzato da concrezionamento in disfacimento e belle forme di erosione. Un cunicolo discendente sulla sinistra immette in una saletta ben concrezionata, occlusa al termine da una frana. All'interno della frana è stato guadagnato ancora qualche faticoso metro, senza grandi speranze di prosecuzione.

 

Peghera 4

La più settentrionale e più bassa di quota delle cinque grotte si trova sulla scarpata destra idrografica del torrente Enna, in una zona di salti rocciosi e ripidi prati.
L'ingresso (q. 675 m s.l.m.) è costituito da una galleria con belle forme di erosione e sedimenti ghiaiosi fini cementati e riescavati e da concrezioni in disfacimento. La galleria retroverte, ancora con belle forme di erosione a soffitto, e superata la confluenza di un secondo ingresso, prosegue ben decorata da stalattiti, stalagmiti e vasche sino ad una sala di belle dimensioni.

 

Sono presenti concrezioni tra cui una colata attiva notevole:un breve scivolo conduce ad un sifone argilloso. Dalla sala sono state effettuate alcune risalite senza risultati di rilievo: una di queste conduce ad un angusto sifone affluente. L'acqua che percorre la grotta riemerge pochi metri a valle dell'ingresso.

La Grotta delle Clave

Questa cavità inizia con una breve strettoia che dà accesso ad un ampio ambiente decorato da insolite concrezioni; al fondo scorre quasi sempre un modesto corso d'acqua. Al termine della sala la grotta prosegue con passaggi bassi e bagnati sino ad un sifone, che deve essere svuotato con pompa elettrica; cunicoli angusti e sifonanti conducono ad una pericolosa strettoia, imbuto caratterizzato da incoerenti (e incombenti) depositi di ghiaia. Questo passaggio, già disostruito più volte, è stato superato in due sole occasioni: oltre una saletta conduce ad un meandro presto impercorribile.

 

In conclusione il quadro delle conoscenze sul carsismo in questa zona appare ancora molto frammentario (alcuni ingressi sono ancora da vagliare), e potrà essere meglio delineato solo individuando cavità di dimensioni maggiori e con una idrologia tale da permettere colorazioni.

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